Come vestire il bambino per l'allenamento

L'atletica è uno sport di movimento all'aperto, e la domanda torna a ogni cambio di stagione: avrà troppo caldo? Avrà troppo freddo?

La risposta breve è che si sbaglia molto più spesso per eccesso che per difetto. Un bambino fermo a bordo pista ha freddo; lo stesso bambino dopo dieci minuti di riscaldamento ha caldo. Il vestito giusto non è quello adatto alla temperatura di adesso: è quello che si può togliere.

Le regole sono poche e semplici.

1. Vestirsi a strati

Si parte dal capo più leggero e si aggiunge andando verso l'esterno: maglietta tecnica o di cotone leggero, felpa, giacca a vento. Durante l'allenamento gli strati vengono via uno alla volta e finiscono sulla borsa a bordo pista.

Il vantaggio è doppio: il bambino non si blocca dal caldo mentre corre e, appena finisce, ha qualcosa da rimettersi addosso prima di uscire sudato dal campo. Quest'ultima parte è la più importante di tutte, ed è quella che si dimentica sempre.

2. Vestirsi comodi

Deve potersi muovere liberamente, senza impedimenti. Niente jeans, niente pantaloni rigidi, niente maglioni che stringono sulle spalle: in atletica si alzano le ginocchia, si ruotano le braccia e si sta a terra per gli esercizi di mobilità.

Un pantaloncino o una tuta morbida e una maglietta che non tira sono tutto quello che serve. Non servono capi tecnici costosi, soprattutto alle elementari.

3. Scarpe adatte all'attività

È il punto su cui vale la pena spendere qualcosa in più. Servono scarpe da ginnastica vere, con una suola che ammortizzi e che tenga sulla pista: quelle da 9 euro di primo prezzo si consumano in poche settimane e non proteggono il piede di un bambino che salta.

Non serve però il modello da gara. Una scarpa da running di fascia media, anche di catene come Decathlon, va benissimo per tutta la stagione. Le scarpe chiodate si valutano molto più avanti, e solo per chi gareggia.

Un consiglio pratico: comprate le scarpe nel pomeriggio. Il piede a fine giornata è leggermente più gonfio, ed è la misura giusta su cui regolarsi.

4. Meglio gli strappi delle stringhe

Per i più piccoli, gli strappi sono una comodità che vale più di quanto sembri. Le stringhe si slacciano nel mezzo di un esercizio, il bambino si ferma, chiede aiuto all'allenatore, il gruppo aspetta. Con gli strappi questo non succede.

Se le scarpe hanno le stringhe, insegnategli a farsi il doppio nodo prima di entrare in pista.

5. La borraccia, sempre

Con l'acqua dentro e con il nome scritto sopra. Un'ora di attività, anche d'inverno, fa perdere liquidi: bere durante le pause fa parte dell'allenamento, non è una concessione.

Meglio una borraccia personale che la bottiglietta usa e getta: si apre con una mano, non si rovescia nella borsa e a fine anno non ne avrete comprate trenta.

Quando è ora di cambiare le scarpe

Non se ne accorge nessuno finché il bambino non comincia a lamentarsi, e a quel punto quelle scarpe erano da sostituire da un pezzo. I segnali da controllare, ogni tanto, con la scarpa in mano, sono tre.

Il primo è la suola sotto l'avampiede: se il disegno è diventato liscio l'ammortizzazione non c'è più, anche quando la tomaia sembra ancora nuova. Il secondo è il cedimento laterale: appoggiate la scarpa su un tavolo e guardatela da dietro, se pende verso l'interno o l'esterno il piede non viene più tenuto dritto. Il terzo è la misura, che è il motivo più frequente di tutti: tra i sei e i dieci anni il piede cresce in fretta, e capita spesso di arrivare a marzo con le scarpe comprate a settembre che ormai stringono.

La verifica più rapida è quella del pollice: con il bambino in piedi dentro la scarpa, davanti all'alluce deve restare circa un centimetro. Se non c'è, sono strette, anche se lui giura di no perché quelle scarpe gli piacciono.

Cosa non serve comprare

Ce lo chiedete spesso, e la risposta è che serve meno di quello che si immagina. Per un ragazzo che si allena due volte alla settimana non servono:

  • le scarpe chiodate, che riguardano chi gareggia e si scelgono per specialità, quindi molto più avanti;
  • i capi a compressione, calze e pantaloni tecnici da atleta adulto: a questa età non cambiano niente;
  • il completo da gara, che nel caso arriva dalla società quando serve davvero;
  • la giacca tecnica costosa: una normale giacca a vento leggera fa esattamente lo stesso lavoro.

Se c'è un budget, mettetelo tutto sulle scarpe. Sono l'unico capo che deve sopportare un carico vero.

Ogni stagione ha la sua regola

Settembre e ottobre: è ancora estate, ma solo all'inizio

Alle 16:45 fa ancora caldo e si corre in maglietta e pantaloncino. Il punto è la fine: il sole cala presto e nell'ora di allenamento la temperatura scende di parecchi gradi. È il periodo in cui vediamo più bambini infreddoliti all'uscita, proprio perché al momento di uscire di casa sembrava una giornata d'estate. Nella borsa ci va comunque una felpa.

Da novembre a febbraio: il freddo vero

Si lavora lo stesso, in sicurezza, con il riscaldamento che diventa più lungo. Rispetto al solito servono una maglia a maniche lunghe sotto la felpa, un cappellino leggero e un paio di guanti sottili: le mani sono la prima cosa che si raffredda, e con le mani fredde gli esercizi con gli attrezzi vengono male.

La regola degli strati vale più che mai, e insieme a quella conta il cambio asciutto: uscire dal campo con la maglia sudata addosso a tre gradi è il modo più semplice per prendere freddo. Anche con la pioggia leggera l'allenamento si tiene: una giacca antipioggia e un cambio nella borsa risolvono tutto.

Marzo e aprile: il periodo più ingannevole

È la stagione in cui si sbaglia di più. A mezzogiorno sembra primavera, alle 17 in pista ci sono vento e otto gradi. Si continua a vestirsi come a novembre, togliendo strati man mano: il termometro visto dalla finestra a pranzo, in questo mese, non conta niente.

La lista, in breve

  • Maglietta leggera + felpa + giacca da togliere a strati
  • Pantaloncino o tuta morbida
  • Scarpe da ginnastica comode, non di primo prezzo
  • Strappi meglio delle stringhe (o doppio nodo)
  • Borraccia con l'acqua e il nome
  • Un cambio asciutto nella borsa, maglietta compresa
  • D'inverno: maniche lunghe, cappellino leggero e guanti sottili

Seguendo queste poche regole il bambino potrà divertirsi senza dover pensare a nulla. Ed è esattamente quello che vogliamo: che l'unica cosa a cui deve badare, una volta entrato in pista, sia l'esercizio che gli sta spiegando l'allenatore.

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