I benefici dell'atletica per bambini e ragazzi
Cosa succede davvero al corpo e alla testa di un ragazzo che fa atletica due volte alla settimana.
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L'atletica è uno sport di movimento all'aperto, e la domanda torna a ogni cambio di stagione: avrà troppo caldo? Avrà troppo freddo?
La risposta breve è che si sbaglia molto più spesso per eccesso che per difetto. Un bambino fermo a bordo pista ha freddo; lo stesso bambino dopo dieci minuti di riscaldamento ha caldo. Il vestito giusto non è quello adatto alla temperatura di adesso: è quello che si può togliere.
Le regole sono poche e semplici.
Si parte dal capo più leggero e si aggiunge andando verso l'esterno: maglietta tecnica o di cotone leggero, felpa, giacca a vento. Durante l'allenamento gli strati vengono via uno alla volta e finiscono sulla borsa a bordo pista.
Il vantaggio è doppio: il bambino non si blocca dal caldo mentre corre e, appena finisce, ha qualcosa da rimettersi addosso prima di uscire sudato dal campo. Quest'ultima parte è la più importante di tutte, ed è quella che si dimentica sempre.
Deve potersi muovere liberamente, senza impedimenti. Niente jeans, niente pantaloni rigidi, niente maglioni che stringono sulle spalle: in atletica si alzano le ginocchia, si ruotano le braccia e si sta a terra per gli esercizi di mobilità.
Un pantaloncino o una tuta morbida e una maglietta che non tira sono tutto quello che serve. Non servono capi tecnici costosi, soprattutto alle elementari.
È il punto su cui vale la pena spendere qualcosa in più. Servono scarpe da ginnastica vere, con una suola che ammortizzi e che tenga sulla pista: quelle da 9 euro di primo prezzo si consumano in poche settimane e non proteggono il piede di un bambino che salta.
Non serve però il modello da gara. Una scarpa da running di fascia media, anche di catene come Decathlon, va benissimo per tutta la stagione. Le scarpe chiodate si valutano molto più avanti, e solo per chi gareggia.
Un consiglio pratico: comprate le scarpe nel pomeriggio. Il piede a fine giornata è leggermente più gonfio, ed è la misura giusta su cui regolarsi.
Per i più piccoli, gli strappi sono una comodità che vale più di quanto sembri. Le stringhe si slacciano nel mezzo di un esercizio, il bambino si ferma, chiede aiuto all'allenatore, il gruppo aspetta. Con gli strappi questo non succede.
Se le scarpe hanno le stringhe, insegnategli a farsi il doppio nodo prima di entrare in pista.
Con l'acqua dentro e con il nome scritto sopra. Un'ora di attività, anche d'inverno, fa perdere liquidi: bere durante le pause fa parte dell'allenamento, non è una concessione.
Meglio una borraccia personale che la bottiglietta usa e getta: si apre con una mano, non si rovescia nella borsa e a fine anno non ne avrete comprate trenta.
Si lavora lo stesso, in sicurezza. In più rispetto al solito servono un cappellino leggero, un paio di guanti sottili e una maglia a maniche lunghe sotto la felpa. Anche in caso di pioggia leggera l'allenamento si tiene: in quel caso una giacca antipioggia e un cambio asciutto nella borsa risolvono tutto.
Seguendo queste poche regole il bambino potrà divertirsi senza dover pensare a nulla. Ed è esattamente quello che vogliamo.